Archivio mensile:gennaio 2012

Regrets and mistakes, they’re memories made.

Non è umano spaventarsi davanti ad 1 cm di neve. Essere davanti all’entrata della piscina, chiusa nella macchina al caldino e guardare con occhi sgranati, pupille sgranate, i fiocchi che scendono come farina ed in pochi minuti fanno sembrare il suolo inverno per davvero.
Così mi son tirata indietro, non ho paura di un salto nel vuoto con l’elastico ma ho paura di scivolare.

Qualche problema devo averlo per forza.
Tipo che mi sembra non mi resti tempo: pochi secondo disponibili per il fancazzismo li spendo chiedendomi cosa vorrei non fare. Vi capita mai di avere la mente così piena di pensieri, belli brutti futuri passati indolore o pungenti?
Occupano così tanto spazio che non basta il giorno a contenerli: entrano di frodo anche nei sogni. E non resta più spazio per me.
Parlo di me sempre ma più che altro parlo di me a me stessa. In pochi conoscono me stessa e possono ascoltarmi parlare di me. Con il mio permesso.
Prego, grazie, avanti. Welcome.

Perchè vieni qui ogni sera? Vederti.

Vengo qui a guardarmi dentro, cosa non sempre facile.
Vengo qui a vedermi, così se mi concentro sul dentro posso scappare per un attimo dal fuori. E’ tutto così traballante fuori: sembra che la mia casa non abbia radici solide, le fondamenta qui in Italia traballano e c’è chi prova a salvarsi come può.

Fare dei progetti è un privilegio che un tempo era di norma. Dove si va, quando si va, perchè si va. Io sto bene qua chiusa nel mio guscio con le mie cazzo di abitudini cucite addosso. E invece la vita ti trascina: ti prende tranquilla per i polsi e dice salvati.
Chi ha paura del futuro? ditemelo.

Quando ero IO quando ero ME.

C’è un tempo, prima, dove ero Me e pensavo di essere proprio io. All’epoca dove ero Me ero invasa da una morbosa gelosia che mi scorreva limpida (ma non credo sia un termine appropriato) dai capillari dell’alluce alla cheratina dei capelli.
Una gelosia data di fatto che ora, che sono io, non ho più bisogno di avere ma che ogni tanto mi sfreccia per la testa come una scossa.
Quando ero Me mi bastava una parola. Ora che sono io mi basto e basta.
Non è sempre semplice bastarsi: credo che le persone siano fatte di dubbi e domande che accompagnano per tutta la vita, credo, io, che sia normale.
E’ come quando finisce l’anno e ci si chiede cosa ne è stato di Me e cosa sarò domani IO.